NDE – Near death Experience

Spesso sentiamo parlare nell’ambito delle ricerche di confine, di esperienze di pre-morte o NDE (Near Death Experiences). Ma cosa sono? Ed in che modo si verificano? Sono, come dicono gli scettici, soltanto attività del nostro cervello che generano delle visioni, oppure esiste davvero la  possibilità che la coscienza, faccia capolino nell’ aldilà? Racconti di esperienze di pre morte esistono da sempre, ma le NDE  furono conosciute dalle masse nel 1975 grazie al libro  “Life After Life”  di Raymond Moody (psichiatra e filosofo americano). Fu proprio lui a coniare l’ espressione NDE per riferirsi al fenomeno in esame. Iniziarono in tutto il mondo diversi studi scientifici per indagare sul fenomeno e sui rapporti di interazione tra mente, coscienza e corpo fisico.

 

 

FASI DELLA NDE

 

 Ma cosa avviene nelle diverse fasi di una esperienza NDE?
Va puntualizzato che questo fenomeno è stato vissuto da un altissimo numero di persone in tutto il mondo, senza distinzione, se non minima ed ininfluente, di appartenenza geografica o credo religioso).

Mentre un individuo risulta prossimo alla morte, a volte può accadere che:

  • Avverta uno strano suono simile ad un ronzio;
  • Si trovi in una sorta di tunnel buio, completamente circondato  da quello che in molti definiscono un buio totale, tanto intenso che difficilmente trovano le parole per definirlo;
  • Veda da una diversa prospettiva il suo stesso corpo, come se in qualche modo lo osservasse dall’alto. Vedendo ovviamente i vari tentativi di rianimazione e le manovre messe in atto dai medici sul proprio corpo fisico, senza provare però nessun tipo di dolore fisico;
  • Veda nel contempo gli spiriti di parenti ed amici già morti. Ed una o più entità spirituali si mostrano a lui, genericamente definiti come esseri di luce, che senza parlare fisicamente invitano la persona a riflettere sulla propria vita terrena;
  • Provi un’ immensa sensazione di gioia e leggerezza, mista a consapevolezza di essere nonostante l’ assenza del proprio corpo fisico;
  • La persona veda scorrere davanti ai propri occhi i momenti salienti della propria esistenza terrena attraverso una sorta di flashback visivo;
  • Veda una sorta di luce in fondo ad un tunnel molto “attraente” ma impossibile da raggiungere, in quanto non è ancora arrivato il suo momento;
  • Torni nel proprio corpo fisico.

Da considerare che nella descrizione delle NDE, alcuni particolari ovviamente cambiano, ma in linea generale i punti salienti sono quelli appena citati. Tra le dichiarazioni di un’ alta percentuale di “Ritornati” si evince che nel momento in cui si vivono tali esperienze non esiste né spazio né tempo, ci si sposta nei luoghi semplicemente pensando ad essi. Le comunicazioni, qualora ve ne siano, avvengono telepaticamente.

 

COSA DICE LA SCIENZA

 

La scienza ufficiale e gli scettici tentano di spiegare con alcune teorie il perché avvengano esperienze di questo tipo. Eccone alcune:

  • La veduta dall’ alto – avviene per paralisi del sonno e per effetto di alcune allucinazioni oniriche che danno la sensazione di vedersi, appunto, da questa prospettiva. (Qualcosa di simile avverrebbe stimolando la corteccia tempoparietale destra del cervello);
  • La veduta degli esseri di luce – nei malati di Parkinson si sente spesso parlare di strane visioni, questo è dovuto al malfunzionamento della dopamina: un neurotrasmettitore che genera allucinazioni;
  • Il Flashback della propria vita – il “locus coeruleus” potrebbe esserne responsabile, in quanto regola in parte le emozioni ed i ricordi.

In linea di massima, le NDE vengono ritenute causate da diversi e non ben precisati meccanismi del cervello a seguito di traumi, o di malfunzionamenti degli stessi. Un ulteriore esempio è stato riportato da alcuni medici trattando Il fenomeno dell’anossia (con anossia si intende la mancanza di afflusso di ossigeno nelle cellule celebrali). Questo comporterebbe a detta dei medici, delle allucinazioni che potrebbero indurre a credere che si viva una NDE. (ma una grande percentuale di casi non vede l’ anossia subentrare dopo il “ritorno”). 

 

Le NDE vengono vissute e testimoniate da persone appartenenti a culture diverse, ne riportiamo alcune parti di seguito, affinché possa essere analizzata l’influenza che ha l’ambiente circostante sulla descrizione delle stesse, prendendone solo alcune in chiave esemplificativa.

 

NDE vissuta da un Europeo
[…]  E mi ritrovai in un luogo di luce, vidi insieme ad i miei parenti deceduti, una figura di luce, era Gesù Cristo che mi parlava e mi rassicurava ma senza proferir parola fisicamente.

 

NDE Vissuta di un Giapponese
[…] Mi ritrovai all’interno di un fiume, sulla sponda ritrovai mia madre e mio padre, che mi facevano cenno di raggiungerli a riva. Non riuscii a farlo, perché non era ancora il mio momento..

 

NDE vissuta da un Israeliano
[…] E vidi sette figure vestite di bianco avanzare verso di me..Alle loro spalle fiumi bellissimi di un color oro brillante…

 

Nonostante continuino a sussistere i punti fondamentali delle NDE, vengono però riportate, a volte, con differenze importanti inerenti al proprio ambiente di vita, credenze etc…

A questo punto potrebbe essere lecito pensare che talvolta esista un’ influenza dell’ IO religioso e socio-culturale sulla persona che vive una NDE. Questo ci dice qualcosa sul “come vengono riportate” tali esperienze, in chiave talvolta religiosa. È altresì innegabile (dimostrato da studi statistici), che questi fenomeni vengano vissuti da persone di qualunque etnia, credenza religiosa e socio-culturale.

 

A questo punto diviene importante sottolineare di nuovo ed ancora riflettere su di un quesito:

La coscienza può esistere e sopravvivere al di là del corpo fisico?